Il nuovo saggio di Omar Serafini in uscita il 21 ottobre. Anteprima a Stranimondi, Milano.
Che cosa si nasconde oltre una porta di carta? Quali storie, paure e credenze continuano a vivere nell’ombra del Giappone contemporaneo?
A queste domande cerca risposta Dietro lo Shōji. Un atlante del perturbante giapponese, il nuovo saggio di Omar Serafini, in uscita il 21 ottobre e presentato in anteprima a Stranimondi, il festival milanese dedicato alla letteratura fantastica e dell’immaginario.
Attraverso un racconto in prima persona, l’autore accompagna il lettore in un viaggio alla scoperta degli yōkai, le enigmatiche creature del folklore giapponese. Mostri, fantasmi, spiriti e presenze soprannaturali diventano il punto di partenza per esplorare una cultura in cui il confine tra visibile e invisibile non è mai del tutto netto.
Tra incontri, testimonianze, leggende, ricerche antropologiche e riferimenti alla letteratura, all’arte, al manga e al cinema, il libro attraversa villaggi, templi, paesaggi e metropoli, restituendo un Giappone lontano dagli stereotipi e profondamente legato alla propria memoria.
Ma il viaggio non si limita a ricostruire la storia degli yōkai. Interrogandosi sul loro significato, sulla loro evoluzione e sulla loro sopravvivenza nel mondo moderno, l’autore finisce per confrontarsi con domande universali: perché gli esseri umani hanno bisogno di dare un volto all’ignoto? Che cosa raccontano i mostri delle società che li hanno creati? E cosa accade quando le antiche paure vengono trasformate in intrattenimento, immagini e cultura popolare?
Dietro lo Shōji intreccia esperienza personale, divulgazione e riflessione antropologica, proponendo un percorso attraverso il perturbante giapponese in cui la ricerca si trasforma progressivamente in un’esperienza di conoscenza e di cambiamento.
Perché, talvolta, per comprendere una cultura è necessario fermarsi davanti a una soglia e provare a guardare oltre.
“Ci sono persone che reputano il crepuscolo il momento migliore della giornata. Non dura che pochi istanti ed è un perfetto bilanciamento di luci e tenebre; è il confine sottile e ambiguo tra il giorno e la notte…”