Un’indagine del commissario Campani tra mistero, storia e tensioni coloniali.
Un incidente stradale su una strada di montagna. Un camion rubato nella notte. Un uomo che brucia vivo in fondo a una scarpata. E una verità che, come un’onda di piena, travolge ogni certezza.
Con Onda di piena, pubblicato da iDobloni Edizioni nella collana Enigmi, Luca Ongaro firma un nuovo, avvincente capitolo delle indagini del commissario Francesco Campani, ambientato nell’Eritrea italiana di un 1961 alternativo e sorprendentemente attuale.
Nel cuore dell’altopiano eritreo, tra villaggi polverosi, tensioni politiche e memorie mai sopite del colonialismo, la morte di Carlo Della Rocca — ufficialmente vittima di un tragico incidente — presenta fin da subito dettagli che non tornano.
Il commissario Campani, diviso tra le scartoffie della questura di Macallè e un contesto sociale sempre più instabile, si trova a indagare in un territorio dove nulla è semplice: né i rapporti tra italiani ed eritrei, né le dinamiche politiche di una colonia attraversata da spinte indipendentiste, né le relazioni private che legano vittime e sospettati.
Con una scrittura intensa e cinematografica, Ongaro intreccia il ritmo del noir con la profondità del romanzo ucronico, dando vita a un giallo che è anche riflessione sul potere, sull’identità e sulle responsabilità di un passato che non smette di interrogare il presente. L’ambientazione — viva, aspra, potentissima — diventa essa stessa protagonista: le piogge improvvise sull’Amba Desi’a, le strade tortuose verso Macallè, i piccoli paesi sospesi tra tradizione e modernità.
Onda di piena è un romanzo che unisce tensione narrativa, ricostruzione storica e complessità umana, confermando Luca Ongaro come una voce originale nel panorama del giallo italiano contemporaneo.