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Strani Giorni a Stranimondi

Breve report semi serio del fine settimana più strano trascorso dalla nostra redazione a Stranimondi!

Il primo Stranimondi da casa editrice non si scorda mai. Tra realtà iconiche dell’editoria di fantascienza e fantastica, lettori compulsivi e altamente preparati, voci autorevoli del genere, la possibilità di fare un buco nell’acqua poteva essere altissima.
iDobloni sono un realtà nata sotto l’egida del giallo e del noir: cosa ci facevamo noi con la fantascienza?

Due giorni di follia e divertimento

di Mariana Winch Marenghi

Se siete mai stati a Stranimondi, sapete cosa significa vivere due giorni ad alta frequenza. A partire dal programma di eventi e di panel che ti fa correre tra le diverse sale della Casa dei Giochi, con la consapevolezza di avere a che fare con interventi di altissima qualità e interesse.
Tra le sale la concentrazione di lettori e appassionati è altissima, sin dai primi minuti di apertura. E lo sono gli abbracci, le strette di mano, la felicità di rivedersi, spesso a distanza di un anno.
In questo coacervo di follia e divertimento, ci sono soprattutto i lettori che spesso si avvicinano allo stand incerti se fermarsi o superare al prossimo espositore.
Vedi i loro occhi spostarsi freneticamente tra le copertine dei libri, a caccia di quel dettaglio, di quel “wow” che li faccia davvero fermare.
In quel momento, può capitare di scambiarsi un sorriso, due parole e la magia si compie: anche se non sanno chi sei o cosa pubblichi, sono le storie che comincia a raccontare che fanno il resto. E non ha importanza se poi un tuo libro finisce nella loro borsa. Si rimane così, insieme, a parlare di libri e di storie, di ciò che più ci piace e di ciò che più ci appassiona. E non importa neppure se dopo questi minuti di condivisione non ci rivedrà mai più. Sono le storie a fare la differenza, a creare mondi… Stranimondi.

Il mio primo Stranimondi, in poche parole: come aprire una finestra e scoprire, con un solo sguardo, migliaia di paesaggi assurdi mai visti, da mondi mai pensati prima. E in sottofondo, un costante chiasso di voci e risate.

Fabrizio – Ufficio Stampa iDobloni

Un festival tra amici, condivisioni e divertimento

di Paolo Tosini

Se ripenso all’evento Stranimondi appena conclusosi la prima parola che mi viene in mente è “amicizia”. Fin dal momento dell’arrivo, il primo giorno, è stato un continuo festival di saluti, abbracci, sorrisi e congratulazioni. Perché non importa se sei un autore, un curatore, un editore, un illustratore o un lettore: siamo tutti legati da una passione comune che ci ha fatto prima incontrare, poi conoscere e apprezzare gli uni con gli altri.
La seconda parola che mi viene in mente è “divertimento”. Ovvio! Quando sei in compagnia degli amici non è difficile divertirsi, anche mentre si lavora.
La terza parola è “condivisione”. Questa due giorni è servita anche e soprattutto per scambiare pareri, opinioni, suggerimenti, per assistere alla presentazione del lavoro degli amici, del lancio di qualche nuova iniziativa o collana editoriale, per apprezzare il risultato dell’ottimo lavoro svolto e, perché no, rubarsi a vicenda qualche buona idea.
Quarta e non ultima parola, per me questa edizione di Stranimondi è stata soprattutto “squadra”, è stata I Dobloni Edizioni. Una nuova avventura, una sfida, il risultato di tante ore di lavoro e di discussioni che ci hanno permesso per la prima volta di affacciarci in questa realtà espositiva come casa editrice. Con il nostro stile, le nostre idee, i nostri titoli ma, soprattutto la nostra umanità, la nostra forza come gruppo. E in mezzo a quella grande festa, quella gioia che si prova ogni volta che si partecipa a questo tipo di evento, ce n’è stata un’altra, più intima, ma ancora più gratificante. Perché abbiamo faticato, ci siamo “divertiti”, abbiamo “condiviso” e alla fine ci siamo poi ritrovati stanchi ma soddisfatti, come solo una “squadra” di “amici” riesce a fare.

Un battesimo di sorrisi per AltriPianeti

dalla Redazione

Oggi, a un paio di giorni di distanza dalla chiusura di Stranimondi, possiamo dirci sulla buona strada. L’accoglienza riservata alla nostra collana dedicata alla fantascienza si è rivelata, sin da subito, molto interessata e attiva. Tanti gli amici che già ci conoscevano come Covo della Ladra, e che sono venuti a trovarci allo stand. Tanti i lettori che hanno scelto “Mediterraneo Terminale” come propria lettura e che hanno incontrato Matt Briar per conoscere e scoprire la sua narrazione.
Così in molti hanno apprezzato non solo la scelta editoriale di AltriPianeti, ma anche la sua veste grafica curata con così tanta attenzione da Alessandro Bani.

Nel ringraziare lo “strano staff” e tutto StraniMondi, i lettori e gli amici che abbiamo incontrato e che ci sono venuti a trovare, ci rendiamo conto che anche se la strada è ancora lunga per poter eguagliare i nostri colleghi che da tempo pubblicano e fanno fantascienza, sappiamo di essere sulla strada giusta.

Grazie Stranimondi. Ci rivediamo nel 2026!

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